DSC1995

Passeggiando qua e là

MUSEO DELLA FIGURINA

9 Ott , 2015  

Ci si reca al Museo della Figurina di Modena per ammirare le famose figurine dei calciatori, ma quando si entra al secondo piano di Palazzo Santa Margherita si scopre un vero e proprio mondo illustrato che racconta gli ultimi due secoli di costume italiano e modenese.

Un ricco materiale, raccolto negli anni, dall’imprenditore modenese Giuseppe Panini, fondatore, nel 1961, dell’omonima azienda assieme ai fratelli Benito, Franco Cosimo e Umberto.

Nel corso del tempo ha raccolto centinaia di migliaia di piccole stampe a colori che sono andate a costituire una straordinaria collezione donata, nel 1992, da Giuseppe Panini al Comune di Modena.

Collezione, formata da oltre mezzo milione di esemplari, fra figurine, le prime risalenti al 1867, piccole stampe antiche, ma anche scatole di fiammiferi, menù, calendarietti, bolli chiudilettera, cartoline, materiale pubblicitario fino agli album di figurine che hanno reso il nome di Giuseppe Panini fra i più conosciuti degli amanti del calcio.

Il Museo è stato aperto al pubblico il 15 dicembre 2006, nella prestigiosa sede di Palazzo Santa Margherita che ospita anche la Biblioteca Delfini, la Galleria Civica e l’Istituto Superiore di Studi Musicali O. Vecchi – A. Tonelli. Unico nel suo genere, l’allestimento, presenta sei sezioni tematiche, cui si aggiungono, due volte l’anno, nelle teche contrapposte ai grandi pannelli scorrevoli le mostre a tema, una delle quali abbinata ai temi del Festival della Filosofia, che a Modena apre ogni anno i suoi spazi. Quando si entra nei fantasiosi spazi del Museo si comincia il viaggio partendo dalle origini della figurina, con tanto di procedimenti di stampa originali, fino alle figurine dei giorni nostri. Molto divertenti le teche formate da grandi pannelli scorrevoli dove sono allestiti circa 2500 esemplari, dai calendarietti ai bolli chiudilettera, e ancora le etichette d’albergo fino alle fotografie delle grandi dive di Hollywood autografate, insomma i mille utilizzi della carta sotto tutte le sue forme, pubbliche e private. E ancora, materiale pubblicitario che racconta i cambiamenti degli usi e dei costumi delle persone. Dalle pubblicità degli anni ’50/’60 sappiamo infatti che l’utilizzo del dado da brodo è iniziato proprio in quel periodo e ancora la comparsa della brillantina per capelli o le calze di naylon utilizzate dalle donne nel dopoguerra, insomma racconti per immagini della società di quel tempo.

Per ultima, la più ammirata, la sezione rappresentata dagli album delle figurine Panini, non solo di calcio, racconta i migliori anni del nostro sport.

Gallery Fotografica di Luca Santi

Guarda la video intervista su Youtube registrata da CONOSCI MODENA

 

, , , , ,



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*